IL CORAGGIO DELLA PROVA
Paolo Borsellino
Le radici a Palermo, la formazione e la scelta di servire la giustizia.
5. Paolo Borsellino: nascita, famiglia e ambiente sociale
Paolo Emanuele Borsellino nacque a Palermo il 19 gennaio 1940, alla Kalsa. Era il secondo di quattro figli di Diego Borsellino e Maria Pia Lepanto: Adele era la maggiore; seguirono Salvatore e Rita. Diego era farmacista. La farmacia familiare costituisce un riferimento decisivo per capire l'inserimento dei Borsellino nella vita del quartiere. Libera, biografia di Paolo Borsellino.
La condizione sociale richiede una precisazione: una famiglia di professionisti in un quartiere povero godeva di opportunità diverse da quelle di molte famiglie vicine; questo non equivale a dimostrare una grande ricchezza. Rita, in una testimonianza pubblicata dalla Regione Toscana, ricorda il divario fra loro, figli del farmacista, e compagni figli di pescatori o di persone povere. La sua memoria è una fonte familiare diretta, successiva ai fatti. Rita Borsellino, «Vedere l'uomo per perdonare».
Salvatore descrive la madre come una persona molto colta, determinante nell'educazione dei figli; precisa che era farmacista ma non esercitava. Ricorda invece i turni notturni e il lavoro intenso del padre. È dunque importante distinguere il titolo professionale della madre dal concreto esercizio della professione. Lo stesso ricordo segnala che l'attività, collocata in un quartiere povero, non produceva grandi entrate. Testimonianza di Salvatore Borsellino, 19luglio1992.com.
Questi ricordi rendono visibile la vita domestica: da una parte il tempo assorbito dal lavoro, dall'altra una presenza materna culturalmente forte. Non autorizzano però a costruire un elenco degli hobby dei genitori o un dialogo quotidiano. Non sono stati accertati l'ora della nascita, la prima parola di Paolo o la reazione esatta dei genitori al parto. Non è stata identificata una fotografia sicuramente scattata entro i suoi primi sei mesi.
6. Borsellino dai due ai sei anni e le elementari
Borsellino appartiene alla stessa generazione di Falcone: nacque durante la guerra europea, prima dell'ingresso dell'Italia nel conflitto. La sua infanzia si sviluppò nella Palermo ferita dalla guerra e poi nella ricostruzione. Il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino ricorda esplicitamente l'ambiente della Kalsa e della farmacia, ma non fornisce un calendario annuale della primissima infanzia. Centro Studi Paolo e Rita Borsellino.
| Età | Anno | Risultato documentario |
|---|---|---|
| 2 anni | 1942 | Contesto bellico; non reperite annotazioni individuali riferibili con certezza a quest'età. |
| 3 anni | 1943 | Nessuna fonte acquisita permette di attribuirgli specifiche parole o emozioni durante la guerra. |
| 4 anni | 1944 | Non reperito un diario familiare annuale. |
| 5 anni | 1945 | Fine della guerra; mancano testimonianze puntuali della sua reazione personale. |
| 6 anni | 1946 | Non acquisito un registro che documenti qui l'inizio della frequenza scolastica e i relativi giudizi. |
Il gioco del pallone e la conoscenza giovanile con Falcone appartengono alle ricostruzioni biografiche. Non basta questo a classificare Paolo con un'etichetta psicologica rigida. Né l'ironia dell'adulto né la sua futura capacità di parlare in pubblico dimostrano come si comportasse a tre anni o il primo giorno di scuola. Libera, biografia.
Per Borsellino non ho reperito, in questa ricerca, una serie di pagelle elementari, verbali di scrutinio o temi autografi scolastici. La situazione è quindi diversa da Falcone, per il quale è emersa una testimonianza specifica sul ritrovamento di quattro pagelle.
| Classe elementare | Pagella e voti | Condotta, note, elaborati |
|---|---|---|
| Prima | Non acquisiti | Non acquisiti |
| Seconda | Non acquisiti | Non acquisiti |
| Terza | Non acquisiti | Non acquisiti |
| Quarta | Non acquisiti | Non acquisiti |
| Quinta | Non acquisiti | Non acquisiti; nessun titolo di elaborato di licenza verificato |
Non è disponibile una ricostruzione attendibile delle singole vacanze fra queste classi o fra quinta elementare e scuola successiva. Mancano anche attestazioni della frequenza dell'asilo nido. Sono punti aperti, non informazioni da completare con ricordi generici attribuiti alla famiglia.
7. Borsellino: liceo, università, fede e responsabilità familiari
Borsellino frequentò il liceo classico Giovanni Meli. La ricostruzione di WikiMafia ricorda la direzione del giornale studentesco Agorà, l'iscrizione a Giurisprudenza nel 1958 e la militanza universitaria nel FUAN, organizzazione collegata al Movimento Sociale Italiano. È un elemento della sua formazione politica che va nominato senza cancellarlo e senza ridurre a esso tutta la successiva attività professionale. WikiMafia, Paolo Borsellino.
La partecipazione a un giornale e alla rappresentanza studentesca mostra interessi che andavano oltre la preparazione degli esami. Non permette tuttavia di inventare singoli articoli o attribuirgli testi che non sono stati acquisiti. Restano non verificati il compagno di banco del primo giorno, la risposta all'appello, il posto scelto, i voti di ogni anno e il contenuto delle note disciplinari.
Si laureò a Palermo il 27 giugno 1962, con 110 e lode, discutendo Il fine dell'azione delittuosa, con relatore Giovanni Musotto. La tesi riguarda il diritto penale; non va confusa con un lavoro universitario già specificamente dedicato alla mafia. Ne esiste un'edizione pubblicata da Giuffrè, identificata dall'ISBN 9788814157592. Non ho acquisito il testo integrale né la serie degli statini universitari. WikiMafia; scheda bibliografica dell'edizione.
La morte del padre, poco dopo la laurea, pose un problema concreto di responsabilità familiare e continuità della farmacia. Salvatore ricorda il peso assunto da Paolo e l'attesa che Rita completasse gli studi per proseguire l'attività. Non è necessario tradurre questo passaggio in un monologo interiore: il fatto documentato è già significativo. Mostra un giovane adulto impegnato contemporaneamente nell'avvio della professione e nelle esigenze della famiglia. Ricordo di Salvatore Borsellino.
Non è stato reperito un verbale o una memoria circostanziata del confronto con i genitori sulla scelta di Giurisprudenza. La decisione universitaria è certa; le parole con cui fu discussa in casa non lo sono.
Sulla fede dell'adulto esiste una testimonianza precisa dell'amico e collega Antonio Carollo, che lo ricorda credente, praticante e partecipe della Messa e della Comunione. Il racconto permette di riconoscere il ruolo della fede nella sua vita, senza attribuirgli retroattivamente tutte le medesime convinzioni a ogni età. Carollo, Avvenire, «Borsellino e gli ideali di un uomo di fede».
8. Borsellino magistrato e l'incontro professionale a Palermo
Borsellino superò il concorso in magistratura nel 1963. Dopo il tirocinio lavorò a Enna; nel 1967 divenne pretore a Mazara del Vallo e successivamente a Monreale. Il rapporto operativo con il capitano dei carabinieri Emanuele Basile appartiene alla sua esperienza di contrasto alla criminalità del territorio. Nel 1975 arrivò all'Ufficio istruzione di Palermo. Ministero dell'Interno, biografia.
Nel 1968 sposò Agnese Piraino Leto. Ebbero tre figli: Lucia, Manfredi e Fiammetta. Le fotografie familiari aiutano a riconoscere la dimensione domestica della sua vita, ma non sostituiscono documenti scolastici o diari dell'infanzia. Libera.
Per ricostruire il ricongiungimento professionale bisogna tenere presenti tre percorsi: Borsellino era già a Palermo dal 1975; Falcone vi tornò nel 1978 e passò al penale nel 1979; Rocco Chinnici promosse una collaborazione investigativa che superasse l'isolamento dei magistrati. Non si trattava del primo incontro in assoluto fra Falcone e Borsellino, che si conoscevano da giovani. Ministero dell'Interno; Senato, ricostruzione commemorativa del 2023.
Non posso raccontare parola per parola il primo colloquio a tre: nessuna registrazione o trascrizione identificata lo consente. Una scena in cui Chinnici presenta i fascicoli e i due colleghi pronunciano battute memorabili sarebbe una sceneggiatura. La sostanza storicamente ricostruibile è invece l'inizio di un modo di lavorare insieme.
Dopo l'assassinio di Chinnici nel 1983, Antonino Caponnetto consolidò il pool, nel quale operarono Falcone, Borsellino, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta. L'esperienza non nacque tutta in un solo colloquio: si sviluppò attraverso organizzazione, condivisione delle informazioni e indagini. Leonardo Guarnotta, testimonianza pubblicata dalla Corte d'Appello di Palermo.