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SOMMARIO

  1. Premessa
  2. Inquadramento costituzionale della figura del Presidente della Repubblica
  3. Le funzioni del Presidente della Repubblica: analisi tecnico-giuridica
    • 3.1. La rappresentanza dell’unità nazionale
    • 3.2. Le attribuzioni in ordine al potere legislativo
    • 3.3. Le attribuzioni in ordine al potere esecutivo
    • 3.4. Le attribuzioni in ordine al potere giurisdizionale
    • 3.5. Le attribuzioni in materia di rapporti internazionali e difesa
  4. La tipologia degli atti presidenziali
  5. La responsabilità del Presidente della Repubblica
  6. Profilo biografico e storico del Presidente Sergio Mattarella
    • 6.1. Origini e formazione
    • 6.2. La carriera politica e istituzionale
    • 6.3. Le tappe fondamentali della presidenza
  7. Il ruolo di garante costituzionale di Mattarella
  8. Conclusioni

1. PREMESSA

La presente relazione intende offrire un’analisi tecnico-giuridica delle funzioni attribuite dalla Costituzione italiana al Presidente della Repubblica, nonché una ricostruzione della carriera e del mandato dell’attuale Capo dello Stato, Sergio Mattarella, rieletto per un secondo mandato nel 2022 e tuttora in carica.

Il Presidente della Repubblica rappresenta, nell’architettura costituzionale italiana, una figura di garanzia posta al di sopra delle parti politiche, il cui compito fondamentale è quello di assicurare il rispetto della Costituzione e il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche .


2. INQUADRAMENTO COSTITUZIONALE DELLA FIGURA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

L’articolo 87 della Costituzione definisce il Presidente della Repubblica come “il capo dello Stato” e gli attribuisce la funzione di “rappresentare l’unità nazionale” . Questa disposizione, unitamente all’articolo 89 che prevede l’istituto della controfirma ministeriale per tutti gli atti presidenziali, delinea la posizione del Capo dello Stato nell’ambito del sistema costituzionale italiano.

La dottrina costituzionalistica ha da tempo evidenziato come il Presidente della Repubblica si collochi in una posizione di “potere neutro”, ovvero al di fuori della tradizionale tripartizione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), pur partecipando all’esercizio di ciascuno di essi in qualità di organo di garanzia e di raccordo . Come sottolineato da illustri giuristi, i Presidenti della Repubblica “hanno forgiato i propri poteri e il proprio ruolo in relazione alle domande e alle esigenze che il sistema politico-costituzionale poneva” .

Il Presidente non è titolare dell’indirizzo politico, che appartiene al Governo e al Parlamento, ma svolge una funzione di vigilanza e di intervento correttivo rispetto a eventuali deviazioni dai principi costituzionali. Come efficacemente affermato da Piero Calamandrei nel 1955, al Capo dello Stato spetta il compito di “intervenire preventivamente a raddrizzare il corso di una politica anticostituzionale per ricordare ai detentori del potere politico e di governo le strade da percorrere” .


3. LE FUNZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: ANALISI TECNICO-GIURIDICA

Le funzioni attribuite al Presidente della Repubblica dalla Costituzione possono essere analizzate distinguendo i diversi ambiti di intervento.

3.1. La rappresentanza dell’unità nazionale

La funzione più ampia e generale attribuita al Capo dello Stato è quella di rappresentare l’unità della Nazione . Questa funzione, che non si esaurisce in specifici atti formali, permea l’intera attività presidenziale e costituisce il fondamento del suo ruolo di garante della coesione nazionale e del rispetto della Costituzione .

3.2. Le attribuzioni in ordine al potere legislativo

Nell’ambito della funzione legislativa, il Presidente della Repubblica esercita i seguenti poteri :

  • Invio di messaggi alle Camere: può rivolgersi al Parlamento per stimolarne l’attività o per segnalare questioni di rilevanza costituzionale;
  • Indizione delle elezioni e fissazione della prima riunione delle nuove Camere;
  • Promulgazione delle leggi: atto con cui il Presidente rende esecutiva una legge approvata dal Parlamento;
  • Rinvio delle leggi alle Camere con messaggio motivato (cd. veto sospensivo): può chiedere una nuova deliberazione su una legge, indicando le ragioni di illegittimità o di inopportunità ;
  • Indizione del referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione;
  • Nomina di cinque senatori a vita (articolo 59 Cost.) ;
  • Scioglimento delle Camere, anche di una sola di esse, salvo che negli ultimi sei mesi del suo mandato (c.d. semestre bianco), a meno che tale periodo coincida in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura .

3.3. Le attribuzioni in ordine al potere esecutivo

Nei confronti del Governo, il Presidente della Repubblica svolge le seguenti funzioni :

  • Nomina del Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, dei singoli ministri;
  • Autorizzazione alla presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa governativa;
  • Emanazione dei decreti aventi valore di legge (decreti-legge e decreti legislativi) e dei regolamenti governativi;
  • Nomina dei funzionari dello Stato nei casi indicati dalla legge.

La nomina del Presidente del Consiglio costituisce uno degli atti di maggiore rilevanza politica. In questa sede, il Presidente della Repubblica svolge le consultazioni con i rappresentanti delle forze politiche per verificare l’esistenza di una maggioranza in grado di sostenere un esecutivo. Come osservato, Mattarella ha definito il proprio ruolo come quello di un “meccanico”, cioè come colui che ha ricevuto dalla Costituzione “la cassetta degli attrezzi” per “intervenire quando il sistema si blocca” .

3.4. Le attribuzioni in ordine al potere giurisdizionale

Nell’ambito della funzione giurisdizionale, al Presidente della Repubblica competono :

  • La presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), organo di autogoverno della magistratura;
  • La nomina di cinque giudici della Corte costituzionale;
  • La concessione della grazia e la commutazione delle pene (atto che, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 200/2006, è considerato sostanzialmente presidenziale).

3.5. Le attribuzioni in materia di rapporti internazionali e difesa

Il Presidente della Repubblica rappresenta lo Stato nei rapporti con gli altri soggetti della comunità internazionale. In particolare :

  • Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici;
  • Ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere;
  • Dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere;
  • Ha il comando delle Forze Armate;
  • Presiede il Consiglio supremo di difesa.

4. LA TIPOLOGIA DEGLI ATTI PRESIDENZIALI

La dottrina costituzionalistica ha operato una fondamentale distinzione degli atti del Presidente della Repubblica, individuandone tre tipologie :

TipologiaDescrizioneEsempi
Atti formalmente e sostanzialmente presidenzialiAtti di prerogativa esclusiva del Presidente, il cui contenuto è determinato autonomamente dal Capo dello StatoRinvio delle leggi alle Camere, messaggi al Parlamento, nomina dei senatori a vita e dei giudici costituzionali, concessione della grazia
Atti formalmente presidenziali e sostanzialmente governativiAtti formalmente emanati dal Presidente ma il cui contenuto è determinato dal GovernoEmanazione degli atti del Governo aventi forza di legge (decreti-legge, decreti legislativi) e dei regolamenti statali
Atti formalmente presidenziali e sostanzialmente complessiAtti che richiedono il concorso delle volontà del Presidente e del GovernoNomina del Presidente del Consiglio, scioglimento delle Camere

Questa tripartizione riflette la posizione del Presidente come organo di garanzia che non determina autonomamente l’indirizzo politico ma interviene per assicurare il rispetto delle regole costituzionali.


5. LA RESPONSABILITÀ DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Un aspetto di fondamentale rilevanza giuridica concerne il regime di responsabilità del Capo dello Stato. La Costituzione prevede una forma di irresponsabilità politica del Presidente per gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, in virtù dell’istituto della controfirma ministeriale (art. 89 Cost.) . La responsabilità per tali atti è assunta dai ministri proponenti che li controfirmano.

Tuttavia, l’articolo 90 Cost. prevede che il Presidente della Repubblica possa essere messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, per due specifici reati :

  • Alto tradimento;
  • Attentato alla Costituzione.

La cognizione su tali reati è attribuita alla Corte costituzionale, integrata da sedici giudici aggregati (cd. giudici popolari) tratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento. In caso di condanna, la Corte determina le sanzioni penali nei limiti del massimo della pena previsto dalle leggi vigenti, aggiungendo le sanzioni costituzionali, amministrative e civili ritenute adeguate .

Per quanto riguarda la responsabilità giuridica per atti compiuti al di fuori dell’esercizio delle funzioni (nella sfera privata), il Presidente è equiparato a qualsiasi cittadino, ma non può essere sottoposto a procedimento penale durante il mandato, se non al termine dello stesso, salvi i termini di prescrizione .


6. PROFILO BIOGRAFICO E STORICO DEL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA

6.1. Origini e formazione

Sergio Mattarella è nato a Palermo il 23 luglio 1941 . Figlio di Bernardo Mattarella, illustre uomo politico democristiano più volte ministro negli anni Cinquanta e Sessanta, ha intrapreso studi giuridici laureandosi in Giurisprudenza nel 1964 presso l’Università “La Sapienza” di Roma con il massimo dei voti e la lode, discutendo una tesi su “La funzione di indirizzo politico” . Dal 1967 è stato iscritto all’albo degli avvocati del Foro di Palermo.

Ha insegnato Diritto parlamentare presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo fino al 1983, anno in cui è stato collocato in aspettativa per l’ingresso in Parlamento . La sua produzione scientifica ha riguardato prevalentemente temi di diritto costituzionale, tra cui l’intervento della Regione siciliana nell’economia, il bicameralismo, il procedimento legislativo e l’attività ispettiva del Parlamento .

6.2. La carriera politica e istituzionale

L’ingresso in politica di Mattarella è stato segnato da un tragico evento familiare: l’uccisione per mano mafiosa, nel 1980, del fratello Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia . Questo evento spinse Sergio Mattarella a impegnarsi direttamente in politica.

Eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1983 con la Democrazia Cristiana, è stato successivamente riconfermato fino al 2008 . Ha ricoperto i seguenti incarichi ministeriali:

PeriodoIncaricoGoverno
1987-1988Ministro per i Rapporti con il ParlamentoGoverno Goria
1988-1989Ministro per i Rapporti con il ParlamentoGoverno De Mita
1989-1990Ministro della Pubblica IstruzioneGoverno Andreotti VI
1998-1999Vicepresidente del ConsiglioGoverno D’Alema I
1999-2001Ministro della DifesaGoverni D’Alema II e Amato

Da segnalare, in particolare, il suo ruolo di relatore nel 1993 delle leggi di riforma del sistema elettorale della Camera e del Senato . La legge elettorale che ne derivò, nota come Mattarellum, prevedeva il 75% dei seggi assegnati con sistema maggioritario uninominale e il 25% con sistema proporzionale, ed è stata impiegata nelle elezioni politiche del 1994, 1996 e 2001 .

Nel 2011 è stato nominato dal Parlamento in seduta comune Giudice della Corte costituzionale, entrando in carica l’11 ottobre 2011. In tale veste, è stato relatore di 63 pronunce .

6.3. Le tappe fondamentali della presidenza

  • 31 gennaio 2015: eletto dodicesimo Presidente della Repubblica al quarto scrutinio con 665 voti su 995 votanti (maggioranza assoluta) ;
  • 29 gennaio 2022rieletto Presidente della Repubblica all’ottavo scrutinio con 759 voti su 983 votanti, divenendo il secondo Capo dello Stato, dopo Giorgio Napolitano, a essere riconfermato per un secondo mandato ;
  • 3 febbraio 2022: giuramento per il secondo mandato davanti alle Camere .

Con il raggiungimento dei dieci anni di presidenza nel gennaio 2025, Mattarella ha stabilito il record della presidenza più lunga della storia repubblicana .


7. IL RUOLO DI GARANTE COSTITUZIONALE DI MATTARELLA

Nel corso del suo mandato, Sergio Mattarella ha costantemente interpretato il ruolo di Presidente della Repubblica come quello di garante dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, vigilando affinché nessuno di essi oltrepassi i limiti posti dalla Costituzione .

Come osservato dalla stampa specializzata, “l’azione di Sergio Mattarella è stata costantemente mirata, nel corso del mandato, a vigilare sugli argini della distinzione tra i poteri costituzionali” . In occasione di tensioni tra Governo e Magistratura, Mattarella ha richiamato la leale collaborazione tra i poteri, intervenendo con un’azione descritta come “garbata, come sempre, nella forma ma particolarmente severa nella sostanza” .

Il suo stile di presidenza è stato efficacemente sintetizzato nella formula: “La persuasione è più efficace se non viene proclamata in pubblico”, che rappresenta la cifra del suo modo di operare . Egli stesso ha definito il proprio ruolo come quello di “arbitro imparziale” sin dall’inizio del primo mandato .

Nel secondo mandato, inaugurato il 3 febbraio 2022, Mattarella ha ribadito: “La lettera e lo spirito della nostra Carta continueranno a essere il punto di riferimento della mia azione” . La sua attività si è intensificata nel nuovo scenario politico seguito alle elezioni dell’ottobre 2022, caratterizzandosi per frequenti appelli e moniti al Paese, tutti incentrati sul rispetto della Costituzione come “stella polare” dell’azione presidenziale .

Tra le questioni più rilevanti affrontate durante il suo mandato si segnalano: la gestione delle frequenti crisi di governo; l’emergenza pandemica da Covid-19; la formazione dei governi in scenari politici complessi (cd. governi “giallo-verde” e “giallo-rosso”); il rapporto con l’Europa; la questione migratoria; il bilanciamento tra politica e magistratura .


8. CONCLUSIONI

Il Presidente della Repubblica costituisce, nell’ordinamento costituzionale italiano, un organo di garanzia la cui funzione essenziale è quella di assicurare il rispetto della Costituzione e il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche. L’analisi delle attribuzioni presidenziali, distinte per ambiti di intervento e tipologie di atti, rivela la complessità di un ruolo che si pone al di sopra delle parti politiche ma che, al contempo, incide significativamente su tutti e tre i poteri dello Stato.

Sergio Mattarella, dodicesimo Presidente della Repubblica, ha interpretato questo ruolo con uno stile sobrio e pacato, fondato su una solida preparazione giuridica e su una lunga esperienza istituzionale. La sua rielezione nel 2022, ottenuta a larghissima maggioranza, testimonia la fiducia che il Parlamento e il Paese ripongono nella sua figura di garante. Al termine del suo secondo mandato, che segnerà un’ulteriore evoluzione del ruolo presidenziale nella storia repubblicana, l’eredità di Mattarella sarà quella di aver costantemente vigilato sugli “argini dei poteri”, assicurando che l’equilibrio disegnato dalla Costituzione non venisse compromesso dalle contingenze politiche.

La presidenza Mattarella resterà, con ogni probabilità, un punto di riferimento fondamentale per comprendere l’evoluzione del sistema costituzionale italiano e il ruolo che il Capo dello Stato può svolgere nel garantire stabilità, coesione e rispetto dei principi democratici.


Sant’Ambrogio di Valpolicella Anno domini, 3 Maggio 2026

Di Alessandro Bazzoni

LA STORIA DELL’ON. PROF. SERGIO MATTARELLA

1. Premessa

Sergio Mattarella, dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana e primo siciliano a ricoprire la massima carica dello Stato, rappresenta una figura istituzionale di straordinario rilievo nella storia repubblicana. La sua parabola esistenziale e politica si intreccia con alcuni degli eventi più drammatici e significativi dell’Italia contemporanea: dalla lotta alla mafia alle riforme elettorali, dalla crisi dei partiti tradizionali all’affermazione di una nuova architettura istituzionale. Rieletto per un secondo mandato nel 2022, Mattarella ha stabilito il record della presidenza più lunga della storia repubblicana, raggiungendo i dieci anni di carica nel gennaio 2025.


2. Origini Familiari e Formazione

2.1. La nascita e il contesto familiare

Sergio Mattarella è nato a Palermo il 23 luglio 1941, quarto figlio di Maria Buccellato e Bernardo Mattarella. La sua famiglia è stata paragonata ai “Kennedy siciliani” per l’intensa attività politica che ha caratterizzato più generazioni. Il padre, Bernardo Mattarella, fu un antifascista perseguitato dal regime di Benito Mussolini, membro dell’Assemblea Costituente e storico esponente della Democrazia Cristiana, nonché cinque volte ministro tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Anche il fratello Piersanti intraprese la carriera politica, divenendo presidente della Regione Sicilia.

Da ragazzo, Sergio si trasferì a Roma al seguito del padre, frequentando nella Capitale il liceo classico San Leone Magno, istituto religioso dei Fratelli maristi delle scuole. In quegli anni militò nelle file del Movimento Studenti della Gioventù Maschile di Azione Cattolica.

2.2. Gli studi universitari e la carriera accademica

Dopo la maturità classica, Mattarella si iscrisse all’Università “La Sapienza” di Roma, dove studiò Giurisprudenza. Si laureò nel 1964 con il massimo dei voti e la lode, discutendo una tesi su “La funzione di indirizzo politico”. Iscritto all’albo degli avvocati del Foro di Palermo dal 1967, intraprese contemporaneamente la carriera accademica: dapprima come assistente di diritto costituzionale, poi come professore di diritto parlamentare presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo.

La sua attività scientifica e le sue pubblicazioni hanno riguardato prevalentemente argomenti di diritto costituzionale: intervento della Regione siciliana nell’economia, bicameralismo, procedimento legislativo, attività ispettiva del Parlamento, indennità di espropriazione, evoluzione dell’amministrazione regionale siciliana, controlli sugli enti locali. Insegnò fino al 1983, anno in cui fu collocato in aspettativa per l’ingresso in Parlamento.


3. Il Tragico Evento che Cambiò la sua Vita

3.1. L’assassinio del fratello Piersanti

Il 6 gennaio 1980, giorno dell’Epifania, la vita di Sergio Mattarella cambiò per sempre. Quella mattina, suo fratello Piersanti, allora presidente della Regione Sicilia e convinto oppositore di Cosa Nostra, si trovava in auto con la moglie Irma Chiazzese e i tre figli, diretto alla messa. Davanti alla sua abitazione, nel centro di Palermo, un killer mai identificato esplose otto colpi d’arma da fuoco contro la vettura, uccidendo Piersanti e ferendo la moglie.

Sergio Mattarella fu il primo ad accorrere sulla scena. Insieme alla cognata Irma, cercò di estrarre il fratello dall’auto insanguinata. Piersanti Mattarella morì tra le braccia di Sergio poco dopo, nell’ambulanza che lo trasportava all’ospedale. Per il resto di quella giornata, il fratello in lutto ricevette le condoglianze di amici e colleghi in ospedale, ancora indossando un maglione sporco del sangue del fratello ucciso.

Per l’omicidio di Piersanti Mattarella furono condannati all’ergastolo i boss mafiosi Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci, mentre gli esecutori materiali non furono mai individuati con certezza.

3.2. L’impatto sulla vocazione politica

Quell’evento traumatico proiettò Sergio Mattarella, tre anni dopo, in una carriera politica che sarebbe durata un quarto di secolo. Come osservato dall’allora presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, “Mattarella rappresenta la Sicilia pulita, quella che ha pagato il prezzo più alto”. La sua lotta contro la mafia divenne un tratto distintivo e indelebile del suo impegno istituzionale.


4. La Carriera Politica

4.1. L’ingresso in Parlamento e gli incarichi ministeriali

Eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1983 con la Democrazia Cristiana, Mattarella fu successivamente riconfermato fino al 2008, rimanendo ininterrottamente in Parlamento per venticinque anni. Nel corso della sua carriera, ha ricoperto numerosi incarichi di governo:

PeriodoIncaricoGoverno
1987-1989Ministro per i Rapporti con il ParlamentoGoverni Goria e De Mita
1989-1990Ministro della Pubblica IstruzioneGoverno Andreotti VI
1998-1999Vicepresidente del ConsiglioGoverno D’Alema I
1999-2001Ministro della DifesaGoverni D’Alema II e Amato

4.2. Le dimissioni per principio contro la legge Mammì

Un episodio che segnò la sua carriera fu la clamorosa rinuncia all’incarico di ministro della Pubblica Istruzione nel 1990. Mattarella rassegnò le dimissioni in segno di protesta contro la cosiddetta “legge Mammì” sulla radiotelevisione, una normativa che di fatto spianò la strada alla crescita dell’impero televisivo commerciale di Silvio Berlusconi. Come riconobbe lo stesso Matteo Renzi, Mattarella è “una dei pochi che ha avuto il coraggio di rinunciare a un incarico importante per principio”.

4.3. Il “Mattarellum”: la legge elettorale del 1993

Il nome di Mattarella è indissolubilmente legato alla legge elettorale del 1993, nota come Mattarellum. Da costituzionalista, egli elaborò un sistema misto che prevedeva il 75% dei seggi assegnati con sistema maggioritario uninominale e il 25% con sistema proporzionale. Questa legge fu impiegata nelle elezioni politiche del 1994, 1996 e 2001, aprendo la stagione della cosiddetta “Seconda Repubblica”. Molti osservatori considerano il Mattarellum superiore alla legge elettorale successiva (il “Porcellum”, voluta da Berlusconi) che lo sostituì dodici anni più tardi.

4.4. L’evoluzione politica: dalla DC al Partito Democratico

Con lo scioglimento della Democrazia Cristiana negli anni Novanta, Mattarella partecipò alla nascita del Partito Popolare Italiano e successivamente della coalizione “La Margherita”. Fu infine tra i soci fondatori del Partito Democratico di centrosinistra. Pur collocandosi nell’area cattolico-sociale e riformatrice, Mattarella è sempre stato descritto come un politico sobrio, integerrimo e senza brame di protagonismo, l’ultimo dei “dorotei”, l’anima centrista della DC che poi confluì nella corrente morotea (la sinistra del partito).


5. Il Servizio Militare e le Riforme

Da ricordare anche una delle sue decisioni più significative come ministro della Difesa: nel 2001, Mattarella soppresse il servizio militare obbligatorio in Italia, promuovendo la transizione verso un esercito professionale. Molti giovani italiani beneficiano, senza saperlo, di questa importante riforma.


6. La Carriera nella Magistratura Costituzionale

6.1. Giudice della Corte Costituzionale

Lasciata la politica attiva nel 2008, Mattarella si ritirò in una sorta di “secondo piano” discreto. Il 5 ottobre 2011, il Parlamento in seduta comune lo elesse giudice della Corte Costituzionale con 572 voti. Prestò giuramento l’11 ottobre 2011 e servì fino al 2 febbraio 2015, quando fu chiamato alla più alta carica dello Stato. In tale veste, il suo profilo di giurista sobrio e puntiglioso nel rispetto stretto delle leggi trovò la sua massima espressione. Da giudice costituzionale, contribuì tra l’altro a dichiarare incostituzionale la legge elettorale che aveva sostituito il Mattarellum.


7. La Presidenza della Repubblica

7.1. La prima elezione (2015)

Il 31 gennaio 2015, al quarto scrutinio, Sergio Mattarella fu eletto dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana con 665 voti su 995 votanti, ben oltre la maggioranza assoluta richiesta di 505 voti. La sua candidatura fu promossa dal giovane presidente del Consiglio Matteo Renzi, che volle un Capo dello Stato capace di evitare una spaccatura interna al Partito Democratico e di garantire stabilità al governo. Con la sua elezione, Mattarella divenne il primo siciliano a ricoprire la massima carica dello Stato.

Il 3 febbraio 2015 prestò giuramento davanti alle Camere, insediandosi ufficialmente al Palazzo del Quirinale.

7.2. Il primo mandato (2015-2022)

Il primo settennato di Mattarella fu segnato da numerosi eventi politici delicati:

  • Il fallimento del referendum costituzionale del 2016 e le conseguenti dimissioni del governo Renzi;
  • Le elezioni politiche del 2018, che videro un Parlamento senza un chiaro vincitore;
  • La travagliata nascita del governo Conte I, con l’episodio del “caso Savona” (il presidente bocciò la nomina di Paolo Savona al Ministero dell’Economia) e la conseguente minaccia di impeachment da parte del Movimento 5 Stelle, mai formalizzata;
  • La formazione del governo Conte II con l’alleanza Pd-M5s;
  • La pandemia di Covid-19, durante la quale Mattarella divenne un punto di riferimento per la popolazione, entrando nell’immaginario collettivo anche per episodi di vicinanza umana (come il celebre fuorionda in cui raccontava di non potersi tagliare i capelli durante il lockdown);
  • La crisi finale del governo Conte e l’incarico a Mario Draghi per traghettare l’Italia attraverso la difficile stagione delle riforme del PNRR.

Alla fine del suo mandato, Mattarella lasciò intendere a più riprese di non essere disponibile per un secondo mandato, citando i precedenti di Antonio Segni e Giovanni Leone, contrari al “bis” al Quirinale.

7.3. La rielezione (2022)

Nonostante le sue dichiarate contrarietà, il 29 gennaio 2022 Mattarella fu rieletto Presidente della Repubblica all’ottavo scrutinio con 759 voti su 983 votanti. Furono necessari otto scrutini, un numero così alto non si vedeva dal 1994, a causa dell’iniziale stallo tra le forze politiche. La sua rielezione fu resa possibile dall’insistenza di tutti i partiti, eccezion fatta per Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che chiesero al presidente di riconsiderare la sua posizione.

Con la rielezione, Mattarella divenne il secondo Capo dello Stato, dopo Giorgio Napolitano, a essere riconfermato per un secondo mandato.

7.4. Il secondo mandato (2022- in corso)

Il secondo settennato di Mattarella si è aperto con scenari immediatamente complessi:

  • Febbraio 2022: scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina;
  • Luglio 2022: caduta del governo Draghi, annunciata in video dal Quirinale;
  • Settembre 2022: elezioni politiche vinte dalla coalizione di centrodestra guidata da Giorgia Meloni, che divenne la prima donna presidente del Consiglio nella storia d’Italia;

Nel corso del secondo mandato, Mattarella ha continuato a essere una presenza fisica e morale nel Paese:

  • Nel 2023 si recò a Cutro, in provincia di Crotone, a pregare sulle bare dei migranti morti durante un naufragio;
  • Nello stesso anno visitò l’Emilia-Romagna alluvionata, assicurando alle vittime la vicinanza delle istituzioni;
  • Il 7 febbraio 2023 divenne il primo presidente della Repubblica a entrare all’Ariston durante il Festival di Sanremo, partecipando alla prima serata;
  • Ha dedicato ampio spazio nei suoi discorsi a temi come il femminicidio (commuovendo il Paese con le parole sul caso di Giulia Cecchettin) e l’intelligenza artificiale.

8. Vita Privata

Sergio Mattarella è vedovo: è stato sposato dal 1966 al 2012 con Marisa Chiazzese, figlia di Lauro Chiazzese, ex rettore dell’Università di Palermo e docente di diritto romano. Curiosamente, suo fratello Piersanti aveva sposato la sorella di Marisa, Irma. La moglie è scomparsa nel 2012, prima dell’elezione del marito al Quirinale.

Dalla loro unione sono nati tre figli:

  • Laura, avvocata, che durante il mandato presidenziale del padre ha svolto le funzioni di protocollo tipiche del consorte;
  • Francesco;
  • Bernardo Giorgio, professore universitario di diritto amministrativo, posto nel 2014 a capo dell’ufficio legislativo del Dipartimento della funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Descritto come un uomo austero, che va la domenica a messa e rifiuta l’automobile ufficiale, Mattarella viveva a Roma, prima della presidenza, in un piccolo appartamento nella sede del Tribunale Costituzionale.


9. Profilo e Giudizio Storico

Sergio Mattarella è stato ritratto come un servitore pubblico sobrio, integerrimo e senza brame di protagonismo. Eccellente conoscitore della scena politica nazionale e profondo intenditore della Costituzione, ha saputo imporsi come garante degli equilibri istituzionali. La sua presidenza è stata caratterizzata da uno stile pacato e riservato, ma al tempo stesso fermo nel far rispettare la legalità costituzionale.

Ereditando una situazione politico-economica tra le più difficili del dopoguerra (crisi economiche, instabilità governativa, pandemia, conflitti internazionali), Mattarella ha saputo navigare le acque agitate della politica italiana con mano sicura, guadagnandosi il rispetto trasversale di tutte le forze politiche e diventando, nelle parole di molti commentatori, “il presidente di tutti”.


10. Conclusioni

La storia di Sergio Mattarella è la storia di un uomo segnato precocemente dalla violenza mafiosa, che ha trasformato il dolore in impegno civile e istituzionale. Giurista, accademico, politico e giudice costituzionale, ha attraversato tutte le principali istituzioni della Repubblica, accumulando un’esperienza e una competenza che lo hanno reso la figura ideale per ricoprire il ruolo di garante della Costituzione.

Dal sangue del fratello ucciso è nato un presidente che ha saputo rappresentare l’unità nazionale nei momenti più bui, dalla pandemia alla guerra, dalle crisi di governo alle sfide epocali del nostro tempo. La sua rielezione, voluta dalle forze politiche al di là degli schieramenti, rappresenta il riconoscimento unanime del suo valore istituzionale e della sua integrità morale. Quando terminerà il suo secondo mandato, Sergio Mattarella avrà lasciato un’impronta indelebile nella storia della Repubblica Italiana.


LA COSTITUZIONE ESPLICATA DA ALESSANDRO BAZZONI

Sant’Ambrogio di Valpolicella, Anno domini 3 Maggio 2026

Roma – Giuramento e discorso di insediamento del Presidente Mattarella, (03.02.2015)

Roma – Cerimonia del giuramento e dell’insediamento del Presidente Sergio Mattarella (03.02.15)

LA COSTITUZIONE ESPLICATA DA ALESSANDRO BAZZONI


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